3-1 per gli uomini di Schiavon anche senza l’opposto titolare: bene Giannotti e Balaso  Tonazzo Padova – Marmi Lanza Verona 3-1(23-25; 25-17; 27-25; 25-18)  Tonazzo Padova: Vedovotto 15, Leonardi 4, Giannotti 19, Rosso 14, Mattera 2, Salgado 6, Balaso (L); Maniero 1, Garghella, Pedron. Non entrati: Moretti. Coach: Luigi Schiavon.Marmi Lanza Verona: Rak 11, Gotsev 8, Meoni, Bolla 8, Gavotto 13, De Marchi 10, Pesaresi (L); Peacock, Zingel, Kosmina, Ter Horst, Centomo (L). Non entrati: Fedrizzi. Coach: Bruno Bagnoli.Durata: 27’, 26’, 32’, 25’. Tot. 1h 50’.Spettatori: 300 circa.  

L’attacco di Hiosvany Salgado contro Veron

A differenza di venerdì scorso, la Tonazzo Padova schiera Mattera al palleggio, Rosso-Vedovotto in banda, Salgado-Leonardi al centro. Le due novità rispetto alla prima sfida sono il giovane libero Balaso e l’opposto Giannotti, in campo per Moretti fermo per affaticamento muscolare.Partono bene i bianconeri (5-5), ma diversi gli errori al servizio della squadra di coach Schiavon. Dall’altra parte della rete, Meoni sfrutta molto Gatsev al centro che permette agli ospiti di andare in vantaggio (8-10). La buona serie di colpi di Giannotti (8 punti nel primo set) permette ai patavini di mantenere un sostanziale equilibrio in campo, tanto che sul 17-16 coach Bagnoli chiama il suo primo time out. Il set si gioca punto a punto, con Vedovotto e Giannotti molto cercati da Mattera (22-21). Il guizzo in pipe di De Marchi ribalta la situazione (22-23) e questa volta è coach Schiavon a ripararsi in time out. A chiudere il set sono un servizio errato di Vedovotto e la diagonale vincente di Bolla (23-25 e quattro punti per quest’ultimo nel primo set).L’avvio di secondo set pende dalla parte di Verona, con Gavotto capace di sfruttare le indecisioni del muro patavino (3-6). La Tonazzo però fa presto a rimettersi in carreggiata: complice il servizio vincente di Mattera e l’errore in attacco di Gavotto, i bianconeri si portano sul 15-11. Coach Bagnoli richiama i suoi in panchina dopo l’ace di Rosso che vale il 17-12. Bagnoli ruota Meoni con Peacock al palleggio ma al ritorno in campo i bianconeri premono l’acceleratore e l’ace di Giannotti mantiene le distanze (21-15). Verona appare stanca e i bianconeri chiudono il set 25-17 con  l’ace di Salgado su ricezione errata di De Marchi.Sostanziale equilibrio in avvio di terzo set, anche se l’uomo in più per la Tonazzo è Vedovotto, che permette a Padova di tenere il vantaggio (7-6). Giannotti ritrova ritmo dopo il secondo set e sono i suoi colpi a portare il risultato sull’11-8. La Marmi Lanza però ritrova Gavotto nel momento in cui serve ed è lui a cambiare ritmo al set (15-16). Coach Schiavon fa riposare Vedovotto e Leonardi, inserendo Garghella in banda e Volpato al centro. In casa Verona spazio a Zingel e Kosmina, ma è Salgado ad andare a punto su primo tempo e servizio (22-22). De Marchi esce dal campo dolorante ad una gamba e il finale di set è favore di Padova: 27-25.Coach Bagnoli risparmi De Marchi, tenendo Rak e Bolla in banda. Padova mantiene invece il suo sestetto base ed è Rosso a fare terra bruciata nelle prime battute: 5-1. Dopo una fase di ritmo blando da una parte e dall’altra, Padova riaccende gli animi con Giannotti (14-9). Spazio a Pedron e Maniero in casa bianconera (5 veneti in campo su 6!), mentre Verona accusa molto la stanchezza. Il match si chiude 25-18 con attacco vincente di Maniero. Luigi Schiavon (coach Tonazzo Padova): «Il gioco è migliorato nella correlazione muro-difesa e tutto sommato abbiamo avuto una discreta continuità in attacco. Siamo stati più discontinui al servizio e in difesa, ma siamo reduci da una settimana di grande carico di lavoro. Giannotti ha dimostrato che è in grado di sostituire Moretti, così come sono contento anche per Balaso alla sua prima partita contro una squadra di spessore».Bruno Bagnoli (coach Marmi Lanza Verona): «Abbiamo affrontato questo match in fase di affaticamento avanzato. Padova ha giocato una pallavolo migliore rispetto alla settimana scorsa, mentre noi abbiamo avuto poca brillantezza fisica. Spesso siamo andati vicino ad ottenere dei break point, ma non siamo riusciti a concretizzarli. Anche a muro siamo stati meno incisivi e questo ha fatto la differenza». Alberto SanaviaUfficio Stampa Tonazzo Padovapallavolopadova.com