Nel 2012 era a Trebaseleghe, ora Fabio Balaso esordirà nella massima serie a 18 anni. Il libero bianconero tra sogni e Nazionale. «Dedico questa stagione di vittorie alla mia famiglia e alla mia ragazza»   Era il 18 luglio 2012 – ultimo giorno di volley mercato – quando Fabio Balaso venne annunciato ufficialmente come nuovo libero della Tonazzo Padova. Allora alcuni pensarono che potesse essere un acquisto dell’ultimo momento, giusto per riempire lo spazio vuoto lasciato dalla partenza di Marco Zingaro e per alternarsi con Andrea Garghella. Ma niente di ciò fu più sbagliato. In due stagioni in bianconero il giovane libero di Camposampiero non solo ha ottenuto con merito la maglia da titolare, ma con i bianconeri è stato tra i protagonisti della conquista del secondo posto nella stagione 2012/13 in A2, della vittoria della Coppa Italia di categoria e della promozione diretta in A1 nella stagione da poco conclusa. 19 anni il prossimo 20 ottobre, chi conosceva il giovane Fabio  sapeva però che la sua strada sarebbe stata rosea, a partire dagli ex compagni e dai tecnici del Silvolley Trebaseleghe, squadra da cui proveniva. Balaso è ancora sotto contratto con la Tonazzo Padova per due stagioni, per cui ora lo attenderà una nuova prova.Nel 2012 eri un giocatore di B1 e ora dovrai confrontarti contro le squadre top d’Italia. La cosa t’intimorisce? «Assolutamente no. E’ vero, a pensarci fa un effetto strano, ma per me l’A1 è un grandissimo stimolo, non una paura. Di sicuro queste ultime stagioni sono state intense e al di sopra di ogni più rosea previsione. E’ bellissimo sapere che potrò giocare con i più grandi campioni del volley italiano. Non vedo l’ora».Concentratissimo in campo ma molto timido nella vita privata. Come ti descrivi?«Ho sempre sostenuto che preferisco giocare in diretta televisiva nazionale piuttosto che parlare in pubblico per un solo minuto, anche davanti a poche persone. Sono fatto così. Quando scendo in campo penso solo a giocare, a fare del mio meglio, a divertirmi e a dare una mano ai miei compagni. Lì non importa chi mi guarda, la timidezza non mi limita».C’è da dire che al PalaFabris i giovani tifosi (ma soprattutto le tifose) vanno in visibilio al tuo ingresso in campo. «Sicuramente fa un grande piacere sentire il calore del pubblico e questo è gratificante. Per me è un punto di forza. Forse molti dei sostenitori sono miei coetanei perché rivedono in me un loro “compagno” piuttosto che un giocatore di quelli “inarrivabili”: questo fa ancora più piacere. Al mattino vado a scuola e al pomeriggio mi alleno. Poi alla sera studio oppure esco coi miei amici. Insomma, faccio la vita che fanno tutti i miei coetanei».Cosa hanno detto a Camposampiero dopo la promozione in A1? «A scuola hanno appeso in bacheca le foto della partita con Monza e abbiamo festeggiato con alunni e professori. Vorrei approfittarne per dedicare questa fantastica stagione alla mia famiglia e alla mia ragazza, perché sono sempre stati al mio fianco e mi hanno sostenuto quotidianamente».Visto che due anni fa sognavi l’A1, alla Nazionale maggiore ci pensi? «Sarei ipocrita a dire di no. Certo che la sogno, è il desiderio di ogni giocatore. Sono ancora molto giovane e devo lavorare sodo per poter migliorare. Inoltre ho la necessità di “fare esperienza” e quindi confrontarmi con l’A1 sarà ulteriormente stimolante. Se poi un giorno arriverà la chiamata del coach della Nazionale maggiore, non mi tirerò di certo indietro. Al momento comunque sono concentrato con la Nazionale Juniores. Con i miei compagni affronteremo le qualificazioni per gli Europei a metà luglio e – nel caso andassero bene – saremmo poi in campo anche ad agosto».Insomma, anche quest’estate farai poche ferie.«Ferie? Cosa sono?» Alberto SanaviaUfficio Stampa Tonazzo Padovapallavolopadova.com