“O Capitano, mio Capitano”. Così si concludeva il noto film “L’attimo fuggente”, lasciando nello spettatore quel mix di nostalgia e gioia, quasi a fondersi in un sentimento d’orgoglio per aver vissuto insieme una piccola-grande avventura. Dalla stagione 2015/16 le strade della Tonazzo Padova e di Mattia Rosso si dividono. Dopo cinque stagioni, il capitano bianconero saluta quella che col tempo era divenuta la sua seconda casa. La lascia però col sorriso, felice di aver vissuto un’esperienza che lo ha arricchito molto. «Nella vita di un atleta è normale che prima o poi finisca un ciclo – dice Mattia – anche se non ci si abitua mai. A Padova ho vissuto cinque stagioni bellissime, nelle quali ho vissuto tante emozioni». Due promozioni, una retrocessione, la vittoria di una Coppa Italia di A2, senza dimenticare la partita con la Nazionale italiana giocata proprio al PalaFabris.Se dovessi scegliere fra uno di questi ricordi?«Forse la prima promozione in serie A1, sia per come maturò, sia per il gruppo che si era creato dentro e fuori dal campo. Padova è una città che ama la pallavolo e lo si vede dal pubblico che, anno dopo anno, si è affezionata alla squadra seguendo in massa le partite casalinghe e anche le trasferte».Cosa vuoi dire ai tifosi?«Semplicemente grazie. Loro hanno vissuto le stesse emozioni di noi atleti sostenendoci dalle tribune, perciò sono felice che abbiano condiviso con noi tutte queste esperienze, rimanendo vicini anche nei momenti difficili. A loro e alla Tonazzo Padova faccio il mio più sincero in bocca al lupo. Sono certo che ci saranno ancora tante emozioni da vivere al PalaFabris. A Padova ho tanti amici e sono certo che tornerò spesso per trovare tutte quelle persone che, inevitabilmente, sono diventate parte della mia vita».Mattia Rosso saluta e sorride, come il primo giorno in cui entrò al PalaFabris.Buona fortuna Capitano. Alberto SanaviaUfficio Stampa Tonazzo Padovapallavolopadova.com